{"id":2165,"date":"2023-12-02T13:46:15","date_gmt":"2023-12-02T13:46:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=2165"},"modified":"2023-12-02T13:48:02","modified_gmt":"2023-12-02T13:48:02","slug":"il-fattore-tempo-per-le-sanzioni-della-pa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2023\/12\/02\/il-fattore-tempo-per-le-sanzioni-della-pa\/","title":{"rendered":"Il fattore \u201ctempo\u201d per le sanzioni della PA"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto tra il tempo dell\u2019azione della PA e i diritti dei cittadini \u00e8 sempre stato complicato e controverso. Il legislatore ha pi\u00f9 volte provato a disciplinare la materia: introducendo termini per l\u2019agire, stabilendo sanzioni per gli inadempienti, proponendo soluzioni di rimedio come il \u201csignificato\u201d al silenzio (rigetto, rifiuto, assenso ecc).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, nella pratica, i cittadini continuano a scontrarsi con azioni \u2013 soprattutto quelle sanzionatorie \u2013 avviate e attuate con molto ritardo rispetto ai parametri normativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una recente pronuncia del TAR Catania ha affrontato una fattispecie che presenta tratti emblematici: un privato chiede, negli anni \u201890, una concessione in sanatoria per opere realizzate senza titolo in area paesaggisticamente vincolata; <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li> nel 1997 il Comune chiede alla Soprintendenza di esprimere il proprio parere sulla domanda;<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>trascorrono 13 anni e nulla accade. <\/li>\n\n\n\n<li>Nel 2010 viene finalmente ottenuta una concessione edilizia in sanatoria, in cui si d\u00e0 atto della formazione del silenzio \u2013 assenso a fronte dell\u2019inerzia (13 anni) della Soprintendenza;<\/li>\n\n\n\n<li>Immaginiamo che passano altri 7 anni e il privato si vede notificare una sanzione di pagamento della sanzione amministrativa prevista dall\u2019art. 167 del Codice dei Beni Culturali. <\/li>\n\n\n\n<li>La sanzione viene impugnata<\/li>\n\n\n\n<li>6 anni dopo una pronuncia giudiziale risponde alla domanda: la sanzione \u00e8 legittima?<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo consapevoli che per una risposta completa dovremmo riflettere su numerosi fattori (la verifica dei presupposti per la sanzione paesaggistica, una riflessione sul controverso tema del silenzio assenso ecc.) ma, restiamo sul profilo temporale per alcune riflessioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il TAR Catania (sentenza n. 3254 del 2 novembre 2023) ha stabilito che il provvedimento che ha comminato la sanzione paesaggistica \u00e8 illegittimo, perch\u00e9 emesso oltre il termine di legge.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I principi su cui si fonda la sentenza sono interessanti e utili per gli operatori del settore e vale la pena riproporli:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>La sanzione di cui all\u2019art. 167 del D.Lgs. n. 42\/2004, \u00e8 soggetta a prescrizione quinquennale;<\/li>\n\n\n\n<li>Il fondamento \u00e8 la disposizione generale di cui all\u2019art. 28 della L. n. 689\/1981, secondo cui \u201cIl diritto a riscuotere le somme dovute per le violazioni indicate dalla presente legge si prescrive nel termine di cinque anni dal giorno in cui \u00e8 stata commessa la violazione\u201d.<\/li>\n\n\n\n<li>La giurisprudenza amministrativa ha specificato che il termine inizia a decorrere da quando il credito diventa esigibile, momento che viene identificato nella data di rilascio del provvedimento di sanatoria, ossia con l\u2019atto che fa cessare nel tempo la illiceit\u00e0 del comportamento edilizio\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il TAR Catania pone a sostegno della decisione varie pronunce che hanno articolato, in modo vario, le ragioni giuridiche che qualificano l\u2019indennit\u00e0 dell\u2019articolo 167 del Codice dei Beni Culturali come \u201csanzione amministrativa\u201d e non come \u201ctitolo risarcitorio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta il fatto che, nonostante gli sforzi del legislatore, sono sempre numerose le occasioni in cui occorre confrontarsi con i ritardi dell\u2019agire della pubblica amministrazione; ritardi che purtroppo investono tantissime attivit\u00e0 e che ingessano le iniziative imprenditoriali e le normali esigenze dei cittadini: il rilascio di provvedimenti che concedono facolt\u00e0 e diritti che avviene oltre i termini di legge tanto da scoraggiare investimenti e decisioni ma anche l\u2019emanazione di sanzioni oltre un ragionevole lasso di tempo (in termini di anni) sono facce della stessa medaglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intervenire su questo problema, oltre ad agevolare i privati, migliorerebbe la stessa performance dell\u2019agire pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo al caso che abbiamo analizzato e immaginiamo che le ragioni di diritto che sostenevano il provvedimento fossero state davvero legittime: se l\u2019emissione del provvedimento fosse avvenuta nei termini, la PA avrebbe avuto pieno titolo ad incassare, con beneficio di tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto tra il tempo dell\u2019azione della PA e i diritti dei cittadini \u00e8 sempre stato complicato e controverso. 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