{"id":2144,"date":"2023-11-06T21:59:38","date_gmt":"2023-11-06T21:59:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=2144"},"modified":"2023-11-06T22:06:08","modified_gmt":"2023-11-06T22:06:08","slug":"procedimento-di-screening-di-via-e-di-rilascio-dellautorizzazione-integrata-ambientale-a-confronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2023\/11\/06\/procedimento-di-screening-di-via-e-di-rilascio-dellautorizzazione-integrata-ambientale-a-confronto\/","title":{"rendered":"Procedimento di screening di VIA e di rilascio dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale a confronto"},"content":{"rendered":"\n<p>di Sabrina Calatroni<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>In quale rapporto e ordine si pongono il procedimento di verifica di assoggettabilit\u00e0 a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e quello finalizzato al rilascio dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)?<\/p>\n\n\n\n<p>La sentenza del T.A.R. Lombardia, sezione di Brescia, n. 730 del 9 ottobre 2023 ha analizzato non solo le finalit\u00e0 dei due differenti procedimenti ma ha anche precisato l\u2019ordine in cui le valutazioni debbano essere affrontate dall\u2019autorit\u00e0 competente. I giudici hanno in particolare esaminato sia il caso in cui i procedimenti hanno ad oggetto un impianto gi\u00e0 esistente sia l\u2019ipotesi in cui siano preliminari alla realizzazione di un nuovo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La verifica di assoggettabilit\u00e0 (screening) a VIA. <\/strong>Il procedimento di verifica di assoggettabilit\u00e0 a VIA ha lo scopo di verificare, se determinati progetti di opere o impianti possano avere impatti negativi e significativi sull&#8217;ambiente e, quindi, se gli stessi necessitino di essere sottoposti alla fase di valutazione di impatto ambientale. Lo screening non si limita ad una generica verifica di natura tecnica circa l\u2019astratta compatibilit\u00e0 ambientale, ma implica una complessiva ed approfondita analisi di tutti gli elementi tecnico\u2013scientifici incidenti sull\u2019ambiente del progetto unitariamente considerato, per valutare in concreto il sacrificio imposto all\u2019ambiente rispetto all\u2019utilit\u00e0 socio\u2013economica perseguita (T.A.R. Napoli, Sez. V, sentenza 26 maggio 2021, n. 3508; T.A.R. Brescia, Sez. I, sentenza 26 marzo 2020, n. 250).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). <\/strong>L\u2019autorizzazione integrata ambientale \u00e8 il provvedimento con cui viene autorizzato l\u2019esercizio di una installazione in seguito alla valutazione dell\u2019impatto che quella determinata attivit\u00e0 esercita sull\u2019ambiente. L\u2019AIA persegue l\u2019obiettivo di assicurare un elevato livello di protezione dell\u2019ambiente nel suo complesso e a tal fine prevede misure per, ove possibile, evitare o ridurre le emissioni nell&#8217;aria, nell&#8217;acqua e nel suolo, ovvero ridurre la produzione di rifiuti sulla base delle Migliori Tecniche Disponibili (Best Available Technologies \u2013 BAT).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il caso. <\/strong>Nel caso esaminato dal T.A.R. Brescia l\u2019Amministrazione Provinciale ha disposto l\u2019archiviazione dell\u2019istanza di screening di VIA e dell\u2019istanza per il rilascio dell\u2019AIA sull\u2019assunto che il parere negativo emesso dal gestore del servizio idrico integrato nell\u2019ambito del procedimento di screening sarebbe stato ostativo al rilascio dell\u2019AIA.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la ricorrente, dal momento che il parere del gestore del servizio idrico integrato sarebbe ostativo al rilascio dell\u2019AIA, l\u2019autorit\u00e0 competente avrebbe potuto prima disporre la conclusione del procedimento di autorizzazione integrata ambientale e solo successivamente procedere all\u2019archiviazione del procedimento di screening di VIA. Tale circostanza non si \u00e8 verificata nel caso di specie dato che la Provincia \u2013 al momento dell\u2019archiviazione &#8211; non aveva neppure avviato il procedimento autorizzativo di AIA ai sensi dell\u2019art. 29-<em>quater<\/em> del D.lgs. 152\/2006.<\/p>\n\n\n\n<p>I giudici amministrativi hanno esaminato il rapporto tra i due istituti richiamando innanzitutto un consolidato orientamento giurisprudenziale che mette a confronto le funzioni di ciascuna valutazione: lo screening di VIA stabilisce l\u2019impatto di un\u2019opera o impianto attraverso l\u2019esame del progetto; l\u2019AIA autorizza invece lo svolgimento entro quel medesimo impianto di una determinata attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo di ciascun procedimento \u00e8 quindi autonomo ma strettamente connesso; per tale ragione il Collegio del T.A.R. Brescia ha differenziato le proprie analisi a seconda che l\u2019impianto sia gi\u00e0 esistente oppure &#8211; come nel caso sottoposto in decisione &#8211; qualora il progetto debba ancora essere realizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima ipotesi, ove l\u2019impianto sia gi\u00e0 stato costruito e, quindi, sia gi\u00e0 stato sottoposto a VIA al momento della sua realizzazione, l\u2019eventuale sovrapposizione tra i due procedimenti potrebbe valutata nel corso del procedimento per il rilascio del provvedimento di AIA. Nell\u2019ambito dell\u2019autonoma valutazione per l\u2019ottenimento dell\u2019autorizzazione integrata ambientale potranno infatti essere acquisiti anche i dati gi\u00e0 emersi e prodotti nel precedente procedimento di VIA.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda ipotesi, qualora fosse sottoposto all\u2019Amministrazione un nuovo progetto per un impianto o opera ancora da realizzare che ricade nell\u2019ambito di quelli soggetti ad AIA e parimenti soggetto a VIA, il coordinamento tra i due procedimenti \u00e8 pi\u00f9 problematico. Tali procedimenti, seppure preordinati al rilascio di due differenti ed autonomi provvedimenti, hanno in sostanza il medesimo oggetto &#8211; ossia il progetto dell\u2019impianto &#8211; che dovr\u00e0 essere considerato sotto differenti profili: avendo la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale lo scopo di inquadrare in generale la localizzazione dell\u2019impianto, integrerebbe in sostanza, una <strong>condizione di procedibilit\u00e0 dell\u2019AIA<\/strong>. In tale senso il Collegio ha anche ricordato il disposto dell\u2019art. 10, comma 1 del Codice dell\u2019Ambiente (D. Lgs. 152\/2006) secondo cui l\u2019AIA pu\u00f2 essere rilasciata solo dopo che, ad esito della procedura di verifica, l\u2019autorit\u00e0 competente abbia valutato di non assoggettare i progetti a VIA.<\/p>\n\n\n\n<p>In conclusione sul tema, ulteriore giurisprudenza ha precisato che mentre una valutazione di impatto ambientale negativa precluderebbe il rilascio dell&#8217;autorizzazione integrata ambientale; non sarebbe possibile escludere che, anche in presenza di una valutazione di impatto ambientale positiva, l\u2019autorizzazione integrata ambientale potrebbe essere negata, poich\u00e9 la VIA \u00e8 di per s\u00e9 idonea ad esprimere un giudizio definitivo soltanto sull\u2019intervento proposto e non sull\u2019attivit\u00e0 effettivamente in seguito insediabile (Consiglio di Stato, Sez. V, sentenza 6 luglio 2016, n. 3000).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sabrina Calatroni In quale rapporto e ordine si pongono il procedimento di verifica di assoggettabilit\u00e0 a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e quello finalizzato al rilascio dell\u2019Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)? La sentenza del T.A.R. 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