{"id":2122,"date":"2023-02-15T14:25:53","date_gmt":"2023-02-15T14:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=2122"},"modified":"2023-02-15T14:26:42","modified_gmt":"2023-02-15T14:26:42","slug":"efficienza-energetica-degli-edifici-la-road-map-delleuropa-e-le-criticita-attuative-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2023\/02\/15\/efficienza-energetica-degli-edifici-la-road-map-delleuropa-e-le-criticita-attuative-in-italia\/","title":{"rendered":"Efficienza energetica degli edifici: la road map dell&#8217;Europa e le criticit\u00e0 attuative in Italia"},"content":{"rendered":"<p class=\"atext\">Efficienza energetica al primo posto. Non \u00e8 uno slogan propagandistico, ma un principio giuridico dell&#8217;Unione Europea, che si inserisce tra i numerosissimi strumenti che l&#8217;Europa sta approntando nell&#8217;ambito del pacchetto &#8220;Pronti per il 55%&#8221; (<i>Fit for 55%<\/i>).<\/p>\n<p class=\"atext\">A dicembre 2020, l&#8217;Unione si \u00e8 impegnata, infatti, a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai valori del 1990.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Il contesto di riferimento<\/b>. La strategia di azione dell&#8217;UE per raggiungere questo obiettivo si dirama in moltissime direzioni e coinvolge numerosi campi di applicazione: dal controllo sull&#8217;utilizzo di nuovo suolo, all&#8217;uso di fonti rinnovabili, dalla tassazione dell&#8217;energia, alla mobilit\u00e0 verde nonch\u00e9, appunto all&#8217;efficienza energetica. Soprattutto in edilizia.<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito il testo dell&#8217;articolo a firma di Carmen Chierchia pubblicato su Nt+Diritto.<a href=\"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/files\/2023\/02\/I-futuri-obblighi-\u2013-come-e-quando-cambiera.pdf\">I futuri obblighi \u2013 come e quando cambier\u00e0<\/a><\/p>\n<p class=\"atext\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"atext\">Infatti, secondo le stime dell&#8217;UE, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale dell&#8217;energia, producono circa il 36% delle emissioni di gas ad effetto serra e immettono quasi la met\u00e0 delle emissioni totali di particolato fine (PM2.5). Un settore fortemente energivoro, e al contempo molto inquinante dunque.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Una nuova visione per l&#8217;edilizia<\/b>: diventa quindi necessario invertire la rotta e, per rendere il patrimonio edilizio esistente pi\u00f9 efficiente, la proposta di direttiva si propone di introdurre strumenti normativi e pratici innovativi, spesso molto ambiziosi.<\/p>\n<p class=\"atext\">La proposta ha un percorso di approvazione ancora lungo davanti a s\u00e9: a met\u00e0 marzo \u00e8 prevista la discussione in Parlamento e poi inizier\u00e0 il cd. Trilogo: la trattativa tra Parlamento, Commissione e Consiglio UE. Si stima che la direttiva potrebbe essere approvata definitivamente entro l&#8217;estate.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Quali edifici<\/b>: La proposta di direttiva non fa sconti: tutti gli immobili dovranno essere ripensati, indipendentemente dalle destinazioni d&#8217;uso, dai soggetti proprietari, dalle dimensioni e dall&#8217;et\u00e0 degli stessi.<\/p>\n<p class=\"atext\">L&#8217;obiettivo \u00e8 raggiungere un patrimonio immobiliare &#8220;a emissioni zero&#8221;, ossia composto da immobili ad altissima prestazione energetica (a) il cui fabbisogno di energia sia molto basso e (b) siano approvvigionati esclusivamente da fonti rinnovabili.<\/p>\n<p class=\"atext\">Le nuove costruzioni dovranno essere progettate &#8220;a emissioni zero&#8221; secondo due scaglioni temporali:<\/p>\n<p class=\"atext\">a) Dal 1 gennaio 2026, per quelli occupati, gestiti da enti pubblici o di propriet\u00e0 pubblicab)Dal 1 gennaio 2038 tutti gli edifici di nuova costruzione.<\/p>\n<p class=\"atext\">\u00c8 interessante notare che quindi dovranno rispettare la prima data (2026) anche gli immobili di propriet\u00e0 privata che siano per\u00f2 occupati da enti pubblici.<\/p>\n<p class=\"atext\">Inoltre, la direttiva prevede che fino a queste scadenze, gli Stati membri dovranno provvedere affinch\u00e9 gli edifici di nuova costruzione siano almeno ad energia quasi zero e soddisfino i requisiti minimi di prestazione energetica.<\/p>\n<p class=\"atext\">L&#8217;obiettivo &#8220;emissioni zero&#8221; sar\u00e0 applicato anche agli immobili esistenti: anch&#8217;essi dovranno divenire a &#8220;emissioni zero&#8221; con una scadenza pi\u00f9 lunga, entro il 2050, attraverso quello che l&#8217;UE definisce una &#8220;ondata di ristrutturazioni&#8221;.<\/p>\n<p class=\"atext\">Ma come ci si arriva? Due sono i principali strumenti indicati dalla proposta di direttiva: la previsione di definite scadenze temporali per il raggiungimento di obiettivi di prestazione energetica pi\u00f9 performanti e chiarimenti sui requisiti degli interventi di ristrutturazione.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Le norme minime di prestazione energetica e i requisiti minimi<\/b>: la nuova direttiva introduce le norme minime di prestazione energetica che si affiancano ai requisiti minimi: esse fungono da obiettivi minimi, soglie minime da raggiungere in caso di nuova costruzione o ristrutturazione.<\/p>\n<p class=\"atext\">In particolare, la direttiva richiede che gli Stati membri provvedono affinch\u00e9:<\/p>\n<p class=\"atext\">a) gli edifici e le unit\u00e0 immobiliari di propriet\u00e0 di enti pubblici conseguano al pi\u00f9 tardi<\/p>\n<p class=\"atext\">i) dal 1\u00ba gennaio 2027, almeno la classe di prestazione energetica E; e<\/p>\n<p class=\"atext\">ii) dal il 1\u00ba gennaio 2030, almeno la classe di prestazione energetica D;<\/p>\n<p class=\"atext\">b) gli edifici e le unit\u00e0 immobiliari non residenziali conseguano al pi\u00f9 tardi<\/p>\n<p class=\"atext\">i) dal 1\u00ba gennaio 2027, almeno la classe di prestazione energetica E; e<\/p>\n<p class=\"atext\">ii) dal 1\u00ba gennaio 2030, almeno la classe di prestazione energetica D;<\/p>\n<p class=\"atext\">c)gli edifici e le unit\u00e0 immobiliari residenziali conseguano al pi\u00f9 tardi<\/p>\n<p class=\"atext\">i) dal 1\u00ba gennaio 2030, almeno la classe di prestazione energetica E; e<\/p>\n<p class=\"atext\">ii) dal 1\u00ba gennaio 2033, almeno la classe di prestazione energetica D.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Interventi pi\u00f9 pervasisi e deroghe<\/b>. Resta poi fermo il potere per ciascuno Stato membro di stabilire norme minime di prestazione energetica per la ristrutturazione di tutti gli altri edifici esistenti. Del pari, \u00e8 consentito agli Stati membri di non applicare le norme minime solo per determinate tipologie di fabbricati:<\/p>\n<p class=\"atext\">a) edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attivit\u00e0 religiose;<\/p>\n<p class=\"atext\">b) fabbricati temporanei con un tempo di utilizzo non superiore a due anni, siti industriali, officine, depositi ed edifici non residenziali a basso fabbisogno energetico, di raffreddamento e riscaldamento, stazioni di rifornimento infrastrutturali, quali stazioni di trasformazione, sottostazioni, impianti di controllo della pressione, costruzioni ferroviarie, cos\u00ec come edifici non residenziali costruzioni ferroviarie, nonch\u00e9 edifici agricoli non residenziali usati in un settore disciplinato da un accordo nazionale settoriale sulla prestazione energetica;<\/p>\n<p class=\"atext\">c) edifici residenziali che sono usati o sono destinati ad essere usati meno di quattro mesi all&#8217;anno o, in alternativa, per un periodo limitato dell&#8217;anno e con un consumo energetico previsto inferiore al 25 % del consumo che risulterebbe dall&#8217;uso durante l&#8217;intero anno;<\/p>\n<p class=\"atext\">d) fabbricati indipendenti con una superficie utile coperta totale inferiore a 50 metri quadrati.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Le nozioni di ristrutturazioni: importante e profonda \u2026<\/b><\/p>\n<p class=\"atext\">Come \u00e8 gi\u00e0 successo in passato, la proposta di direttiva introduce due nuovi concetti di ristrutturazione: la ristrutturazione &#8220;profonda&#8221; e quella &#8220;importante&#8221;.<\/p>\n<p class=\"atext\">Le due definizioni incidono su aspetti differenti: quella profonda \u00e8 collegata alla trasformazione fisica dell&#8217;immobile che tende all&#8217;obiettivo &#8220;zero emissioni&#8221; mentre quelle importante \u00e8 parametrata all&#8217;impatto delle attivit\u00e0 edilizia sul costo dei lavori o sulla quantit\u00e0 di superficie ristrutturata.<\/p>\n<p class=\"atext\">Pi\u00f9 in particolare, la &#8220;ristrutturazione importante&#8221; si verifica quando:<\/p>\n<p class=\"atext\">a) il costo complessivo della ristrutturazione supera il 25% del valore dell&#8217;edificio;<\/p>\n<p class=\"atext\">b) la ristrutturazione riguarda pi\u00f9 del 25% della superficie dell&#8217;involucro dell&#8217;edificio;<\/p>\n<p class=\"atext\">La &#8220;ristrutturazione profonda&#8221; \u00e8 quella che trasforma un edificio o un&#8217;unit\u00e0 immobiliare:<\/p>\n<p class=\"atext\">a) entro il 1\u00b0 gennaio 2030 in un edificio a energia quasi zero;<\/p>\n<p class=\"atext\">b) dal 1\u00b0 gennaio 2030 in un edificio a zero emissioni;<\/p>\n<p class=\"atext\">Le spiegazioni che si leggono nel 33 considerando illustrano la ratio della definizione\u00a0<i>&#8220;(\u2026) Una ristrutturazione profonda a fini di prestazione energetica \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 da cogliere per riuscire a far fronte ad altri aspetti: le condizioni di vita delle famiglie vulnerabili, l&#8217;aumento della resilienza ai cambiamenti climatici, la resilienza ai rischi di catastrofi, resilienza sismica compresa, la sicurezza antincendio, l&#8217;eliminazione delle sostanze pericolose tra cui l&#8217;amianto, l&#8217;accessibilit\u00e0 per le persone con disabilit\u00e0<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p class=\"atext\">Questo argomento si innesta su un profilo molto critico del nostro ordinamento nazionale: la definizione degli interventi di ristrutturazione.<\/p>\n<p class=\"atext\">Dalla data di entrata in vigore del Testo Unico dell&#8217;Edilizia la definizione di ristrutturazione \u00e8 mutata circa 10 volte: sembra che il legislatore italiano abbia notevoli difficolt\u00e0 a cristallizzare in una norma la definizione di &#8220;ristrutturazione&#8221;, quali interventi includa, su quali immobili si pu\u00f2 applicare, a quali vincoli soggiace e in quali parti del territorio.<\/p>\n<p class=\"atext\">Sar\u00e0 una sfida ardua per il legislatore italiano (che dovr\u00e0 recepire la direttiva) creare le condizioni per armonizzare le esigenze espresse dalla proposta di direttiva con le norme vigenti nell&#8217;ordinamento italiano.<\/p>\n<p class=\"atext\"><b>Passaporto di ristrutturazione<\/b>. Altra novit\u00e0 della proposta della direttiva \u00e8 l&#8217;introduzione del &#8220;<i>passaporto di ristrutturazione<\/i>&#8221; ossia il documento che fornisce una tabella di marcia su misura per la ristrutturazione di un determinato edificio, in varie fasi che ne miglioreranno sensibilmente la prestazione energetica.<\/p>\n<p class=\"atext\">\u00c8 un istituto che entrer\u00e0 in vigore entro il 31 dicembre 2024 dopo che la Commissione avr\u00e0 adottato atti delegati che istituiranno un quadro europeo comune per i passaporti di ristrutturazione. Il termine per gli Stati \u00e8 il 31 dicembre 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Efficienza energetica al primo posto. Non \u00e8 uno slogan propagandistico, ma un principio giuridico dell&#8217;Unione Europea, che si inserisce tra i numerosissimi strumenti che l&#8217;Europa sta approntando nell&#8217;ambito del pacchetto &#8220;Pronti per il 55%&#8221; (Fit for 55%). 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