{"id":2005,"date":"2019-12-11T12:13:01","date_gmt":"2019-12-11T12:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=2005"},"modified":"2019-12-11T12:13:01","modified_gmt":"2019-12-11T12:13:01","slug":"la-legge-regionale-18-2019-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2019\/12\/11\/la-legge-regionale-18-2019-parte-ii\/","title":{"rendered":"La Legge regionale 18\/2019 &#8211; Parte II"},"content":{"rendered":"<p>Continua la nostra indagine sulla articolata Legge Regionale n. 18 del 26 novembre 2019, sulla rigenerazione urbana. In questo post parliamo di (alcune) modifiche alla L.R. 12\/2005.<\/p>\n<p><strong>Il documento di piano. <\/strong>Il documento di piano dovr\u00e0 avere un nuovo contenuto: dovr\u00e0 individuare, gli ambiti nei quali avviare processi di rigenerazione urbana e territoriale, prevedendo (a) le modalit\u00e0 di intervento e (b) adeguate misure di incentivazione anche allo scopo di garantire \u2013 tra le altre cose &#8211; lo sviluppo sociale ed economico sostenibile, la reintegrazione funzionale entro il sistema urbano.<\/p>\n<p>Ad una prima lettura della legge, appare che in tali ambiti potranno essere insediate prioritariamente attivit\u00e0 produttive e logistiche.<\/p>\n<p><strong>La delibera di individuazione dei Comuni.<\/strong> La parola (e l\u2019azione) passa quindi in capo ai Comuni, che entro 6 mesi dall\u2019approvazione della legge (di solito il termine decorre dalla pubblicazione di una legge) dovranno individuare gli ambiti in cui avviare processi di rigenerazione.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che la LR 18\/2019 fa entrare in gioco nel procedimento decisorio le comunit\u00e0 e gli operatori privati che potranno essere consultati per la definizione delle aree da rigenerare.<\/p>\n<p>La delibera di individuazione degli ambiti dovr\u00e0 compiere un arduo compito di bilanciamento tra le previsioni del PGT (da cui non pu\u00f2 discostarsi, se non per mezzo di una variante) e le nuove attribuzioni urbanistiche delle aree di rigenerazione. La delibera di individuazione degli ambiti dovr\u00e0 infatti:<\/p>\n<ol>\n<li>individuare azioni di semplificazione e accelerazione dei procedimenti amministrativi, di riduzione dei costi;<\/li>\n<li>incentivare gli interventi di rigenerazione urbana di elevata qualit\u00e0 ambientale, privilegiando le infrastrutture verdi multifunzionali;<\/li>\n<li>prevede gli usi temporanei, ai sensi dell\u2019articolo 51 bis, consentiti prima e durante il processo di rigenerazione degli ambiti individuati;<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Le Best Practice<\/strong>. L\u2019attivit\u00e0 dei comuni non termina, come ovvio, con la sopra indicata delibera di individuazione: \u00e8 loro compito avere una visione di lungo periodo che si deve tradurre nell\u2019adeguamento del PGT \u00a0ai sensi dell\u2019articolo 5, comma 3, della l.r. 31\/2014.<\/p>\n<p>Questa attivit\u00e0 di adeguamento sar\u00e0 oggetto di un contest annuale: sulla base di criteri stabiliti con DGR, la Regione, in collaborazione con le Provincie e Citt\u00e0 Metropolitana di Milano, individuer\u00e0 le dodici migliori pratiche di pianificazione urbanistica che potranno beneficiare di ulteriori criteri di premialit\u00e0 connessi al fondo regionale, di nuova istituzione, che prevede incentivi per la rigenerazione urbana (destinato ad enti locali o a loro forme associative).<\/p>\n<p><strong>La perequazione<\/strong>. La LR 18\/2019 modifica anche l\u2019articolo 11 della LR 12\/2005 (Compensazione, perequazione ed incentivazione urbanistica). Infatti, dopo aver ribadito che i diritti edificatori sono commerciabili, la LR 18\/2019 specifica che essi devono essere collocati privilegiando gli ambiti di rigenerazione urbana. I comuni istituiscono il registro delle cessioni dei diritti edificatori.<\/p>\n<p>Si introducono poi nuovi registri dei crediti edificatori: accanto a quelli comunali, anche la Citt\u00e0 metropolitana di Milano e le province possono istituire i rispettivi registri delle cessioni dei diritti edificatori per l\u2019applicazione della perequazione con caratteri ed effetti sovracomunali.<\/p>\n<p>Per mezzo della perequazione, la LR 18\/2019 aggancia lo sviluppo degli ambiti di rigenerazione alla creazione di parchi comunali e sovracomunali.<\/p>\n<p>Secondo la LR in commento, i comuni, le province e la Citt\u00e0 metropolitana di Milano individuano nei propri strumenti di pianificazione le aree destinate alla creazione di parchi anche sovracomunali e al fine di favorirne la realizzazione, possono attribuire a tali aree un incremento massimo del 20 % degli indici di edificabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Tale indice dovr\u00e0 essere perequato entro tre anni dall\u2019individuazione delle aree nel PGT, prioritariamente negli ambiti di rigenerazione urbana.<\/p>\n<p>Cambia poi la disciplina dell\u2019incentivazione volumetrica. Il nuovo comma 5 della LR 18\/2019<\/p>\n<p><strong>Bonus volumetrici per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. <\/strong>Persiste la possibilit\u00e0 di incrementare l\u2019indice di edificabilit\u00e0 massimo previsto dal PGT per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente fino al 20 % se gli interventi assicurano:<\/p>\n<ol>\n<li>realizzazione di servizi abitativi pubblici e sociali;<\/li>\n<li>aumento della sicurezza delle costruzioni relativamente al rischio sismico e alle esondazioni;<\/li>\n<li>demolizione o delocalizzazione di edifici in aree a rischio idraulico e idrogeologico;<\/li>\n<li>rispetto del principio di invarianza idraulica e idrologica, gestione sostenibile delle acque meteoriche, risparmio idrico, conseguimento del drenaggio urbano sostenibile;<\/li>\n<li>riqualificazione ambientale e paesaggistica;<\/li>\n<li>tutela e restauro degli immobili di interesse storico-artistico ai sensi del d.lgs. 42\/2004 ovvero degli immobili espressamente dichiarati come di valenza storico documentale dal PGT comunale;<\/li>\n<li>demolizione di opere edilizie incongrue, identificate nel PGT;<\/li>\n<li>realizzazione di interventi destinati alla mobilit\u00e0 collettiva e alla riqualificazione della rete infrastrutturale per la mobilit\u00e0;<\/li>\n<li>conferimento di rifiuti da demolizione a impianti di recupero e utilizzo di materiali derivanti da operazioni di recupero di rifiuti;<\/li>\n<li>bonifica degli edifici e dei suoli contaminati nel caso in cui gli interventi di deconta\u00adminazione vengano effettuati dal soggetto non responsabile della contaminazione;<\/li>\n<li>interventi di chiusura di vani aperti finalizzati alla riduzione del fabbisogno energetico dell\u2019edificio;<\/li>\n<li>applicazione di sistemi integrati di sicurezza e di processi di gestione dei rischi dei cantieri;<\/li>\n<li>eliminazione delle barriere architettoniche.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Alcune regole:<\/p>\n<ul>\n<li>questi incentivi non sono cumulabili con altri previsti dal PGT;<\/li>\n<li>gli interventi sul patrimonio edilizio esistente possono essere realizzati anche in deroga all\u2019altezza massima prevista nei PGT;<\/li>\n<li>con deliberazione motivata, i comuni possono escludere aree o singoli immobili dall\u2019applicazione di tutte o alcune delle disposizioni relative al sopra descritto bonus volumetrico, in relazione a specifiche esigenze di tutela paesaggistica o in casi non coerenti con le finalit\u00e0 di rigenerazione urbana;<\/li>\n<li>le grandi strutture di vendita sono escluse dai benefici volumetrici.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua la nostra indagine sulla articolata Legge Regionale n. 18 del 26 novembre 2019, sulla rigenerazione urbana. 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