{"id":1999,"date":"2019-11-17T16:59:37","date_gmt":"2019-11-17T16:59:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=1999"},"modified":"2019-11-17T16:59:37","modified_gmt":"2019-11-17T16:59:37","slug":"bonifica-e-fusioni-societarie-ladunzanza-plenaria-si-esprime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2019\/11\/17\/bonifica-e-fusioni-societarie-ladunzanza-plenaria-si-esprime\/","title":{"rendered":"Bonifica e fusioni societarie: l&#8217;Adunzanza Plenaria si esprime"},"content":{"rendered":"<p>Il soggetto obbligato all\u2019esecuzione degli interventi di bonifica non deve necessariamente coincidere con il soggetto responsabile dell\u2019inquinamento. Lo statuisce l\u2019Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 11 del 22 ottobre 2019. Si tratta di una deroga al principio \u201cchi inquina paga\u201d?<\/p>\n<p>No, l\u2019Adunanza Plenaria precisa che la bonifica del sito inquinato pu\u00f2 essere ordinata anche a carico di una societ\u00e0 non responsabile dell\u2019inquinamento, ma che sia ad essa subentrata per effetto di fusione per incorporazione.<\/p>\n<p><strong>Successioni societarie: il soggetto responsabile. <\/strong>Si tratta, quindi, del regime delle responsabilit\u00e0 connesse alle operazioni straordinarie societarie (tra cui la fusione per incorporazione) che vedono una separazione tra piani concettuali: da un lato, sul piano giuridico \u2013 formale, le operazioni straordinarie comportano una successione di soggetti ma dall\u2019altro, sul piano economico-sostanziale, si registra una continuazione dell\u2019originaria impresa e della sottostante organizzazione aziendale.<\/p>\n<p>L\u2019ente societario che subentra, quindi, acquisisce il patrimonio aziendale dell\u2019ente estinto; nel compendio patrimoniale, quindi rientrano anche le passivit\u00e0. A tal proposito, l\u2019articolo 2504 bis del codice civile stabilisce che \u201c<em>la societ\u00e0 che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle societ\u00e0 partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Quindi, la societ\u00e0 incorporante succede negli obblighi della societ\u00e0 incorporata e l\u2019Adunanza Plenaria ha ribadito che nel fascio di obbligazioni che passano dalla incorporata alla incorporante rientrano anche gli obblighi di bonifica.<\/p>\n<p>La successione delle societ\u00e0 nelle responsabilit\u00e0 ambientali derivanti da inquinamenti storici \u00e8 un argomento molto sentito e spesso analizzato dalla giurisprudenza, ma mai completamente definito.<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza della analisi storica delle passivit\u00e0 ambientali di una societ\u00e0. <\/strong>La Adunanza Plenaria, infatti, ha stabilito un importante principio che deve essere tenuto adeguatamente in considerazione per l\u2019individuazione degli obblighi che una incorporante acquista per mezzo di operazioni societarie.<\/p>\n<p>L\u2019incorporante potrebbe, infatti, non aver incluso nel cespite acquistato il sito inquinato ma ci\u00f2 non la esima dalla responsabilit\u00e0 di bonificare se la societ\u00e0 target ha gestito il sito inquinato nel passato e ha causato la contaminazione.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente, quindi, che la due diligence che deve essere condotta sulla societ\u00e0 oggetto di incorporazione deve essere approfondita e risalire nel tempo, studiando i molteplici passaggi societari che possono essere intervenuti e individuando i vari stabilimenti e siti industriali operati dalle varie entit\u00e0 giuridiche succedutesi nel tempo.<\/p>\n<p><strong>Il tipo di inquinamento.<\/strong> La sentenza dell\u2019Adunanza Plenaria \u00e8 poi interessante anche perch\u00e9 non analizza solo la parte soggettiva del principio \u201cchi inquina paga\u201d (la societ\u00e0 incorporante, come si \u00e8 visto), ma offre anche chiarimenti sul tipo di inquinamento che fa sorgere l\u2019obbligo di bonifica.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 da bonifica nasce anche per contaminazioni avvenute prima del 1997, anno in cui attraverso l\u2019articolo 17 del D.Lgs. 22\/1997 \u00e8 stato introdotto ufficialmente nel nostro ordinamento l\u2019obbligo di bonificare.<\/p>\n<p>L\u2019Adunanza Plenaria, con la sentenza in commento ha infatti statuito che:<\/p>\n<ol>\n<li>anche prima che venisse introdotto l\u2019istituto della bonifica, con il menzionato articolo 17 D.Lgs. n. 22\/1997, il danno all\u2019ambiente costituiva un illecito civile, previsto dall\u2019art. 2043 cod. civ.,<\/li>\n<li>l\u2019introduzione degli obblighi di bonifica non ha esteso l\u2019area dell\u2019illiceit\u00e0 rispetto a condotte in precedenza considerate conformi a diritto, ma, invece, ha ampliato i rimedi rispetto a fatti di aggressione dell\u2019ambiente gi\u00e0 considerati lesivi di un bene giuridico meritevole di tutela, con l\u2019aggiunta rispetto alla reintegrazione per equivalente monetario gi\u00e0 consentita in base agli artt. 2043 cod. civ. (e 18 della legge n. 349 del 1986) degli obblighi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La PA potr\u00e0 quindi ordinare la bonifica ad una societ\u00e0 anche per inquinamenti occorsi prima del D.Lgs. 22\/1997, applicando quindi gli istituti vigenti in quel dato momento (oggi, quindi, il Codice dell\u2019Ambiente \u2013 D.Lgs. 152\/2006).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il soggetto obbligato all\u2019esecuzione degli interventi di bonifica non deve necessariamente coincidere con il soggetto responsabile dell\u2019inquinamento. Lo statuisce l\u2019Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 11 del 22 ottobre 2019. Si tratta di una deroga al principio \u201cchi inquina paga\u201d? 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