{"id":1761,"date":"2017-04-21T12:03:57","date_gmt":"2017-04-21T12:03:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=1761"},"modified":"2019-10-25T10:34:13","modified_gmt":"2019-10-25T10:34:13","slug":"il-d-p-r-13-febbraio-2017-n-31-la-semplificazione-dei-procedimenti-di-tutela-paesaggistica-il-raccordo-con-i-provvedimenti-edilizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2017\/04\/21\/il-d-p-r-13-febbraio-2017-n-31-la-semplificazione-dei-procedimenti-di-tutela-paesaggistica-il-raccordo-con-i-provvedimenti-edilizi\/","title":{"rendered":"Il D.P.R. 13 febbraio 2017 n. 31 &#8211; La semplificazione dei procedimenti di tutela paesaggistica il raccordo con i provvedimenti edilizi"},"content":{"rendered":"<p>Il nuovo regolamento sugli interventi esclusi dall\u2019autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata \u00e8 oggetto di uno studio di ANCI che sintetizza le principali novit\u00e0 introdotte dal DPR 31\/2017.<\/p>\n<p>Il quaderno operativo, oltre alla ricostruzione del quadro normativo di riferimento, allinea le procedure edilizie, ormai sempre pi\u00f9 autocertificate, con le autorizzazioni necessariamente espresse e preventive richiesta dalla disciplina di tutela dei vincoli paesaggistici.<\/p>\n<p>Al riguardo, \u00e8 paradossale rilevare che la disciplina italiana che regola l&#8217;attivit\u00e0 edilizia sia sulla carta la pi\u00f9 efficiente del mondo occidentale.<\/p>\n<p>Solo in Italia \u00e8 possibile demolire e ricostruire un edificio anche con forma diversa (ma di pari volumetria), semplicemente depositando in comune il relativo progetto (in questo consiste la comunicazione inizio lavori asseverata &#8211; CILA).<\/p>\n<p>Per fare ancora meglio non si potrebbe che pensare a comunicare la realizzazione dei lavori dopo averli finiti, <em>a posteriori<\/em> cio\u00e8 (ma anche questa procedura la conosciamo bene, si chiama condono edilizio).<\/p>\n<p>Nessuno per\u00f2 s&#8217;\u00e8 accorto di tanta efficienza, anzi la sensazione diffusa \u00e8 che la ristrutturazione di un edificio o pi\u00f9 semplicemente la volont\u00e0 di realizzare una tettoia piuttosto che una nuova finestra siano soggette a procedure dall&#8217;esito incerto, soprattutto nei tempi.<\/p>\n<p>Come mai? La risposta \u00e8 duplice.<\/p>\n<p>In primo luogo, i piani regolatori e i regolamenti edilizi locali compongono un intreccio di casi, sotto-casi ed eccezioni che anche gli uffici (che pure li hanno prodotti) non riescono ad interpretare e che spesso prescrivono sia l&#8217;ottenimento di pareri preventivi ampiamente discrezionali (che tardano ad arrivare ed impongono prescrizioni discutibili), sia convenzioni non strettamente necessarie e sempre di difficile negoziazione con gli uffici.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il valore culturale e paesaggistico del nostro territorio impone che tutte le opere che modificano l&#8217;esteriore aspetto degli edifici siano preventivamente autorizzate, secondo procedure dai tempi teoricamente certi ma dilatabili e il cui superamento non vale n\u00e9 assenso, n\u00e9 diniego, dando solo la possibilit\u00e0 di rivolgersi al TAR per ottenere un mero ordine alla PA di determinarsi.<\/p>\n<p>Ben si capisce allora perch\u00e9 la semplificazione procedurale della disciplina di legge italiana sia solo teorica: la CIAL viene depositata (e i lavori avviati) solo dopo aver sciolto tutti i lacci dei regolamenti locali e, spesso, solo a valle della discrezionale approvazione del progetto da parte delle autorit\u00e0 competenti alla tutela dei vincoli paesaggistici.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio rispetto a quest&#8217;ultimo profilo che, alla luce della novit\u00e0 normativa, il documento di ANCI comincia ad individuare i 31 casi in cui l&#8217;autorizzazione paesaggistica non \u00e8 necessaria.<\/p>\n<p>Si tratta di una serie di interventi eterogenei, accomunati principalmente dalla mancanza di impatto sull&#8217;aspetto esteriore degli edifici: \u00e8 quindi il caso di opere strettamente interne comunque denominate (anche ove comportanti mutamento della destinazione d&#8217;uso), o ancora di interventi su prospetti o coperture degli edifici qualora rispettino le caratteristiche esistenti, o di installazione di pannelli solari, se posti su coperture piane e se non visibili dagli spazi pubblici esterni, o, ad esempio, di tende parasole su terrazze o spazi pertinenziali ad uso privato<\/p>\n<p>Il quaderno di ANCI, richiama quindi gli interventi soggetti al procedimento autorizzatorio semplificato, consistenti nelle opere elencate nell\u2019allegato B al Regolamento e suddiviso in 42 punti.<\/p>\n<p>Si tratta, in via esemplificativa, di interventi di adeguamento alla normativa antisismica o per l&#8217;efficientamento energetico, ove comportino innovazioni alle caratteristiche tipologiche, ai materiali o alle finiture esistenti, oppure ancora di opere dirette all&#8217;installazione di impianti tecnologici esterni (condizionatori, parabole, antenne) se visibili dallo spazio pubblico, o alla demolizione senza ricostruzione di manufatti edilizi privi di interesse architettonico, storico o testimoniale.<\/p>\n<p>Lo Studio illustra poi la procedura per l&#8217;ottenimento dell&#8217;autorizzazione semplificata, individuando le modalit\u00e0 di compilazione e presentazione della relativa domanda, la relativa istruttoria e il provvedimento finale.<\/p>\n<p>In sintesi le maggiori innovazioni in chiave di semplificazione prevedono, al termine di una verifica preliminare condotta dall&#8217;autorit\u00e0 procedente, la possibilit\u00e0 di convocare una conferenza di servizi, con termini dimezzati, nel caso in cui siano necessari atti di assenso ulteriori rispetto all&#8217;autorizzazione semplificata. In caso contrario, sar\u00e0 la stessa amministrazione procedente a valutare la compatibilit\u00e0 dell&#8217;intervento che, se valutata positivamente, porter\u00e0 ad una proposta di accoglimento che dovr\u00e0 passare il vaglio della Soprintendenza. Qualora il Soprintendente non si esprima entro venti giorni, si forma il silenzio-assenso.<\/p>\n<p>Dopo aver ricordato la procedura ordinaria per il rilascio dell&#8217;autorizzazione paesaggistica (che, in sintesi, si snoda dall&#8217;acquisizione del parere della locale Commissione per la qualit\u00e0 architettonica e il paesaggio da parte dell&#8217;Amministrazione competente all&#8217;emanazione del successivo parere del Soprintendente, per concludersi con il rilascio dell&#8217;autorizzazione &#8211; con efficacia immediata &#8211; entro il termine di 20 giorni dalla ricezione di quest&#8217;ultimo), lo studio si concentra sul raccordo tra le procedure per la formazione o il rilascio dei titoli edilizi e le disposizioni per la tutela dei valori paesaggistici.<\/p>\n<p>Attraverso il richiamo alle tabelle ministeriali, \u00e8 cos\u00ec evidenziata la nuova semplificazione procedurale che tuttavia resta comunque assoggettata alle norme tecniche degli strumenti utbanistici locali&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo regolamento sugli interventi esclusi dall\u2019autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata \u00e8 oggetto di uno studio di ANCI che sintetizza le principali novit\u00e0 introdotte dal DPR 31\/2017. 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