{"id":1760,"date":"2017-04-20T10:52:29","date_gmt":"2017-04-20T10:52:29","guid":{"rendered":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/?p=1760"},"modified":"2019-10-25T10:44:26","modified_gmt":"2019-10-25T10:44:26","slug":"npl-verso-un-mercato-piu-trasparente-grazie-allintroduzione-del-registro-elettronico-delle-procedure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogs.dlapiper.com\/regulatory-ita\/2017\/04\/20\/npl-verso-un-mercato-piu-trasparente-grazie-allintroduzione-del-registro-elettronico-delle-procedure\/","title":{"rendered":"NPL &#8211; Verso un mercato pi\u00f9 trasparente grazie all&#8217;introduzione del Registro Elettronico delle Procedure"},"content":{"rendered":"<p>di Raffaele Buono<\/p>\n<p>I cd. <strong>NPL<\/strong> (<em>non performing loans<\/em>, letteralmente mutui non performanti) sono, sostanzialmente, crediti per i quali la riscossione \u00e8 incerta, sia dal punto di vista del rispetto della scadenza originaria che per quanto riguarda l&#8217;ammontare del possibile recupero; essi sono anche detti, nel linguaggio bancario, crediti deteriorati.<\/p>\n<p>Gli NPL si distinguono in varie categorie, fra cui le pi\u00f9 importanti sono gli incagli e le sofferenze. Per i primi, i creditori istituzionali stimano, in genere, una percentuale di <em>recovery<\/em> del (ed iscrivono i relativi crediti ad un valore di bilancio pari al) 70 per cento; per le sofferenze, la percentuale di recupero stimata si attesta intorno al 35 per cento. In entrambi i casi, il valore di bilancio degli NPL \u00e8 di gran lunga superiore a quello che gli investitori attivi in questo mercato (tipicamente, fondi speculativi) sono disposti a pagare, ossia in media tra il 40 e il 3 per cento del valore nominale, a seconda che i crediti siano assistiti da garanzie e in base alla qualit\u00e0 delle stesse.<\/p>\n<p>Un creditore potrebbe avere, dunque, maggiore interesse a mantenere in bilancio un credito iscritto al 70 per cento del suo valore nominale piuttosto che cederlo al 25 per cento di tale valore. Nell&#8217;esempio fatto, qualora il creditore cedesse quella posizione, si troverebbe difatti obbligato a riportare una perdita pari al 45 per cento del valore del credito.<\/p>\n<p>Tale politica di gestione, tuttavia, dovr\u00e0 fare i conti con le nuove Linee Guida sugli NPL emanate dalla BCE, nel marzo 2017, all&#8217;esito della consultazione pubblica lanciata lo scorso settembre &#8220;<em>al fine di istituire un quadro d\u2019azione armonizzato a livello europeo in ambito di gestione dei crediti deteriorati<\/em>&#8220;. Nonostante si tratti, come noto, di un <em>corpus<\/em> di norme non vincolanti, ci si attende un elevato livello di <em>compliance<\/em> da parte dei creditori istituzionali, sia in ragione degli elevati standard di armonizzazione che caratterizzano tale settore, sia perch\u00e9 delle Linee Guida si terr\u00e0 conto nell&#8217;ambito dell&#8217;esercizio dei poteri di vigilanza.<\/p>\n<p>Ebbene, le Linee Guida della BCE prevedono che gli istituti con elevato livello di crediti deteriorati (&#8220;<em>high NPL banks<\/em>&#8220;) perseguano l&#8217;obiettivo della riduzione degli NPL <em>&#8220;definendo precise scadenze, ovvero in un orizzonte temporale prefissato che sia realistico ma anche sufficientemente ambizioso<\/em>&#8220;. Nonostante sia concessa ampia discrezionalit\u00e0 quanto alla strategia da adottare a tal fine (riduzione mediante cessione e svalutazione a bilancio; escussione delle garanzie; conversione in <em>equity<\/em>; ecc.), l&#8217;obiettivo di fondo \u00e8 evidente: ripulire i bilanci dei creditori professionali, riducendo il livello dei crediti deteriorati e rettificando i relativi accantonamenti.<\/p>\n<p>Sulla scia della BCE si \u00e8 altres\u00ec mosso il legislatore italiano che, negli ultimi due anni, ha introdotto una serie di strumenti volti, principalmente, a favorire l&#8217;intervento di investitori specializzati nella soluzione della crisi d\u2019impresa, cos\u00ec aprendo indirettamente anche al mercato degli NPL. Uno di questi \u00e8, ad esempio, l\u2019istituto delle proposte concorrenti, che consente a potenziali investitori di acquisire complessi aziendali nel contesto della procedura di concordato preventivo, anche contro la volont\u00e0 del debitore.<\/p>\n<p>L&#8217;ultima di queste misure \u00e8 stata introdotta dal d.l. 59\/2016, convertito con modificazioni dalla l. 119\/2016, ossia il &#8220;<strong>registro delle procedure di espropriazione forzata immobiliari, delle procedure di insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi<\/strong>&#8220;. Si tratta di un registro, da istituire presso il Ministero della Giustizia, dove confluiranno le informazioni e i documenti relativi, principalmente, alle procedure di (<strong>i<\/strong>) espropriazione immobiliare; (<strong>ii<\/strong>) fallimento e concordato preventivo; (<strong>iii<\/strong>) omologa di accordi di ristrutturazione <em>ex<\/em> art. 182-bis e 182-septies l.fall. e (<strong>iv<\/strong>) piani di risanamento di cui all&#8217;articolo 67 l.fall. (quando ne venga richiesta la pubblicazione nel registro delle imprese). Il registro sar\u00e0 diviso in due sezioni, una pubblica ed una con accesso riservato a determinati soggetti, portatori di un interesse qualificato. Nella seconda sezione dovranno essere raccolte, in maniera ordinata e dettagliata, tutte le informazioni sulla procedura del caso e sui crediti dalla stessa coinvolti.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 comprendere, fino in fondo, l&#8217;impatto di tale riforma sul mercato degli NPL se non ci si \u00e8 mai confrontati con questo settore, spesso caratterizzato da informazioni asimmetriche e frammentate, anche a causa della scarsa collaborazione dei debitori. L&#8217;ingresso del registro &#8211; che, \u00e8 bene ricordare, ricever\u00e0 concreta attuazione soltanto con l&#8217;emanazione di un d.m. del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze &#8211; nel nostro ordinamento, se ben attuato, potr\u00e0 dunque finalmente garantire piena e rapida accessibilit\u00e0, da parte degli operatori specializzati, a tutte le informazioni indispensabili per valutare un&#8217;operazione NPL. E tutto questo dovrebbe porre fine, si spera, alla prassi delle offerte al ribasso, giustificata non tanto dal fine speculativo ma soprattutto dalla mancanza di un quadro informativo chiaro e completo su ci\u00f2 che si acquista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Raffaele Buono I cd. NPL (non performing loans, letteralmente mutui non performanti) sono, sostanzialmente, crediti per i quali la riscossione \u00e8 incerta, sia dal punto di vista del rispetto della scadenza originaria che per quanto riguarda l&#8217;ammontare del possibile recupero; essi sono anche detti, nel linguaggio bancario, crediti deteriorati. 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