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La Regione Lombardia riscrive le regole della VIA: competenze più chiare, procedure semplificate e rafforzamento del controllo ambientale

di Maria Gabriella Marrone

Con la Legge Regionale Lombardia 10 luglio 2026, n. 18, il legislatore regionale ha approvato una nuova disciplina organica in materia di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e verifica di assoggettabilità a VIA, destinata a sostituire integralmente la precedente L.R. n. 5/2010.

L’obiettivo della riforma è duplice: da un lato chiarire il riparto delle competenze tra enti, dall’altro semplificare e rendere più efficiente la gestione dei procedimenti ambientali, rafforzando al contempo le attività di monitoraggio e controllo.

Competenze più chiare

Uno degli aspetti più rilevanti della riforma riguarda l’individuazione dell’autorità competente.

La nuova legge conferma il principio secondo cui l’autorità competente per la VIA o per la verifica di assoggettabilità coincide, di regola, con l’autorità competente all’approvazione o all’autorizzazione del progetto. Tale criterio contribuisce a rendere più chiara la distribuzione delle competenze e a ridurre possibili sovrapposizioni procedurali.

Per i progetti che interessano territori di più province viene inoltre confermato un criterio univoco: per le infrastrutture lineari la competenza è attribuita alla Regione, mentre per le infrastrutture non lineari spetta alla provincia interessata dalla maggiore estensione territoriale dell’intervento.

La legge disciplina inoltre i progetti complessi che coinvolgono più categorie progettuali soggette a differenti autorità competenti, prevedendo l’individuazione di un’unica autorità responsabile del procedimento.

Procedure più coordinate

La riforma rafforza il principio secondo cui la VIA costituisce parte integrante del procedimento autorizzativo.

Le procedure vengono ricondotte nell’ambito del provvedimento autorizzatorio unico, favorendo l’acquisizione contestuale dei diversi titoli necessari alla realizzazione dell’intervento.

Particolare attenzione è dedicata al coordinamento tra VIA, VAS e Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA). La nuova disciplina conferma e sistematizza meccanismi di integrazione già presenti nella normativa regionale, favorendo una gestione più coordinata delle valutazioni ambientali e riducendo il rischio di duplicazioni istruttorie.

La legge valorizza inoltre gli strumenti di confronto preventivo tra amministrazioni e operatori economici, tra cui la fase preliminare e la consultazione anticipata per la definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale.

Il ruolo del portale SILVIA

La legge rafforza il ruolo del Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione di Impatto Ambientale (SILVIA), già previsto dalla disciplina previgente, quale piattaforma unica regionale per la gestione delle procedure ambientali.

Attraverso SILVIA saranno gestiti e pubblicati i principali dati relativi ai procedimenti, alla documentazione progettuale, alle consultazioni pubbliche e alle verifiche di ottemperanza delle prescrizioni ambientali, rafforzando gli obiettivi di trasparenza e accessibilità delle informazioni.

Osservatori ambientali e controlli

Tra gli strumenti valorizzati dalla nuova disciplina figurano gli Osservatori Ambientali, già previsti dalla normativa regionale precedente e oggi inseriti all’interno di un quadro normativo più organico.

Gli osservatori potranno essere istituiti nei casi caratterizzati da particolari criticità ambientali o territoriali, con il compito di verificare il rispetto delle condizioni ambientali imposte dai provvedimenti di VIA e di monitorare l’attuazione dei progetti.

La legge rafforza inoltre il sistema dei controlli e delle sanzioni, destinando i relativi proventi ad attività di vigilanza, monitoraggio e verifica dell’ottemperanza delle prescrizioni ambientali.

Aggiornamento delle categorie progettuali

Gli allegati alla legge aggiornano il catalogo delle opere soggette a VIA o a verifica di assoggettabilità.

Tra le categorie più rilevanti per gli operatori economici figurano gli impianti fotovoltaici e agrivoltaici, i sistemi geotermici e le piattaforme logistiche.

Per queste ultime viene confermata la competenza regionale per le piattaforme logistiche non intermodali con superficie operativa superiore a 20 ettari o capacità di movimentazione superiore a 400.000 tonnellate annue, mentre le piattaforme con superficie operativa superiore a 3 ettari e fino a 20 ettari restano soggette alla verifica di assoggettabilità di competenza provinciale.

Disciplina transitoria e provvedimenti attuativi

La nuova disciplina si applicherà alle istanze presentate dopo la sua entrata in vigore, mentre i procedimenti già avviati continueranno ad essere regolati dalla normativa previgente.

Nelle more dell’adozione della nuova disciplina attuativa continuerà ad applicarsi il Regolamento Regionale n. 2/2020, in quanto compatibile.

Particolare rilievo assumono i prossimi provvedimenti attuativi: la Giunta regionale dovrà infatti adottare il nuovo regolamento di attuazione entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, mentre ulteriori deliberazioni relative, tra l’altro, ai piani di monitoraggio ambientale, agli Osservatori Ambientali e all’integrazione tra VIA e VAS dovranno essere adottate entro un anno.

Considerazioni finali

La L.R. 18/2026 rappresenta uno degli interventi più significativi degli ultimi anni in materia di valutazioni ambientali in Lombardia.

Più che introdurre istituti completamente nuovi, la riforma realizza una significativa opera di razionalizzazione e sistematizzazione della disciplina regionale, consolidando strumenti e principi già presenti nella normativa previgente e aggiornandoli alla più recente evoluzione del quadro normativo nazionale ed europeo.

Particolare attenzione dovrà ora essere rivolta ai provvedimenti attuativi della Giunta regionale, dai quali dipenderà in larga misura l’effettiva portata delle misure di semplificazione e coordinamento introdotte dalla nuova legge.