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Bonifica urgente con iter negoziato

Continua l’indagine sulle novità del decreto Sblocca Italia in materia ambientale. Nell’articolo che segue, pubblicato su Il Sole 24 Ore del 6 ottobre 2014, Federico Vanetti fa il punto delle modifiche normative in tema di bonifiche.

Bonifica urgente con iter negoziato

di Federico Vanetti 

Dopo la procedura di bonifica semplificata introdotta dal d.l. 91/2014, anche il decreto Sblocca Italia introduce ulteriori previsioni volte a favorire il recupero dei siti contaminati.

L’art. 34, in particolare, cerca di semplificare gli interventi di bonifica da parte della pubblica amministrazione (o comunque connessi alla realizzazione di opere pubbliche) prevedendo semplificazioni e deroghe alle procedure di affidamento degli appalti pubblici.

Una semplificazione sicuramente rilevante – da confermare però in sede di conversione in legge – è la possibilità di affidare i lavori di bonifica e messa in sicurezza urgenti attraverso la procedura negoziata senza preventiva pubblicazione di un bando.

In questo caso, però, non è chiaro se l’urgenza debba dipendere dal pericolo ambientale o possa anche essere ricollegata all’urgenza dell’intervento principale di cui la bonifica rappresenta un presupposto.

Sicuramente di portata più generale è l’estensione dell’ambito di applicazione dell’art. 70 del d.lgs. n. 163/2006 alle procedure di affidamento di lavori di bonifica o messa in sicurezza in generale, con conseguente abbreviazione dei termini di ricezione delle offerte.

In senso restrittivo, invece, è l’intervento modificativo della disciplina sull’avvalimento. Quest’ultimo istituto, infatti, viene espressamente escluso rispetto al requisito di iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali, quindi solo le società iscritte a tale albo e in possesso dei requisiti economico finanziari potranno partecipare alle gare di bonifica.

Infine, una ulteriore modifica di rilievo è quella introdotta all’art. 132 del d.lgs. 163/06 secondo cui la disciplina delle varianti in corso d’opera si applica anche agli interventi di bonifica. Tuttavia, proprio con riferimento agli interventi di bonifica, risulta difficile inquadrare il concetto di variante in corso d’opera, atteso che ogni modifica al progetto di bonifica deve essere espressamente approvata in sede di conferenza di servizi.

Per rendere efficace tale previsione, occorrerebbe modificare il d.lgs. n. 152/2006 introducendo una previsione specifica che disciplini le varianti in corso d’opera ai progetti di bonifica o messa in sicurezza.

Le ulteriori novità previste dal DL Sblocca Italia rispetto alle bonifiche sono sempre contenute nell’art. 34 e hanno ad oggetto il coordinamento degli interventi di bonifica o messa in sicurezza con l’eventuale esecuzione di attività edilizie.

La norma, in particolare, consente espressamente di attuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su impianti e infrastrutture o rispetto ad opere lineari interessate su siti potenzialmente contaminati a condizione che gli interventi non pregiudichino la futura bonifica e non creino rischi per la salute dei lavoratori e fruitori.

Invero, questa previsione, inserendo un elenco espresso di interventi edilizi ammessi, esclude indirettamente ogni altro diverso intervento edilizio su aree potenzialmente contaminate, anche se propedeutico alla stessa bonifica (es. demolizioni).

È, dunque, auspicabile una rivisitazione della norma in fase di conversione, in quanto l’attuale previsione potrebbe creare non pochi problemi operativi e, soprattutto, blocchi di cantieri.