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Lista dei lavori minori da ampliare

Il Decreto legge 83/2014 introduce un articolato sistema di modifiche alla disciplina delle autorizzazioni paesaggistiche. Oltre alla modificha dell’iter autorizzativo (clicca qui per approfondire), nell’articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore lo scorso 30 giugno, Simone Pisani passa in rassegna le ulteriori novità del decreto.

Lista dei lavori minori da ampliare

Non interviene solo sulla convocazione della conferenza dei servizi, il Dl 83 del 31 maggio scorso. Vediamo allora le altre modifiche, partendo da quelle in tema di autorizzazione paesaggistica.

Il Governo ha allineato il momento iniziale di efficacia quinquennale dell’autorizzazione paesaggistica con quello del titolo abilitativo edilizio per l’esecuzione dell’intervento.

L’articolo 146 del Codice, pertanto, prevede ora che il termine di efficacia dell’autorizzazione decorre dal giorno in cui acquista efficacia il titolo edilizio eventualmente necessario per la realizzazione dell’intervento, a meno che il ritardo in ordine al rilascio e alla conseguente efficacia di quest’ultimo non sia dipeso da circostanze imputabili all’interessato.

Questa modifica è particolarmente positiva perché evita l’infruttuoso decorso del termine di efficacia dell’autorizzazione nelle more del rilascio del titolo edilizio.

Quale ulteriore provvedimento per la semplificazione della tutela del paesaggio, il decreto prevede poi l’approvazione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del Dl stesso – e dunque entro il prossimo 1 dicembre – di un regolamento che apporterà modifiche e integrazioni al DPR 9 luglio 2010, n. 139 espressamente finalizzate a:

  • ampliare e precisare le ipotesi di interventi di lieve entità soggette al procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica;
  • introdurre ulteriori semplificazioni procedimentali.

L’elenco degli interventi eè attualmente contenuto nell’allegato I al decreto e conta 39 tipologie di intervento.

Anche se il termine di sei mesi è ordinatorio, il regolamento rappresenta l’occasione per chiarire alcune ipotesi di intervento non affatto chiare, come quella relativa agli “interventi sistematici nelle aree di pertinenza di edifici esistenti”, ed eventualmente per estendere la procedura semplificata a interventi ad oggi esclusi: si pensi ad esempio ai lavori per la realizzazione di autorimesse pertinenziali totalmente interrate con volume superiore a 50 metri cubi o alla creazione di serre mobili funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

La procedura semplificata di autorizzazione potrà invece essere alleggerita modificando le disposizioni che, in caso di valutazione negativa, prevedono la trasmissione del preavviso di rigetto in base all’articolo 10-bis della legge 241/1990, ma consentono all’interessato di far rivalutare l’istanza da parte della Soprintendenza solamente a seguito del diniego dell’amministrazione competente.

Infine, il Dl è intervenuto in relazione alla consultazione degli archivi di Stato. E’ infatti stato rimosso dal Codice il divieto di accedere ai documenti che gli organi giudiziarie amministrativi dello Stato, in relazione al pericolo di dispersione o di danneggiamento o in caso di appositi accordi con i responsabili degli archivi, abbiano immesso negli archivi prima del termine ordinario previsto dal Codice. Lo stesso termine ordinario dettato per il deposito dei documenti negli archivi di Stato, in origine pari a oltre 40 anni dall’esaurimento dell’affare, è peraltro stato ridotto a (oltre) 30 anni.