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Il punto sulle locazioni della Pubblica Amministrazione: un quadro (forse) stabile

La materia del recesso delle pubbliche amministrazioni dai contratti di locazione è stata molto dibattuta sul finire dello scorso anno e diversi – e non sempre coordinati – interventi normativi hanno contribuito a rendere il quadro più confuso.

Tentiamo di fare il punto.

Ad ottobre 2013 viene approvato il DL n. 120/2013 con la previsione, all’articolo 2 bis, della facoltà di recesso per le “amministrazioni dello Stato, le regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia (…) entro il 31 dicembre 2014, dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il termine di preavviso per l’esercizio del diritto di recesso è stabilito in trenta giorni, anche in deroga ad eventuali clausole difformi previste dal contratto“.

L’11 dicembre 2013 il DL. n. 120/2013 viene convertito con Legge n. 137/2013.

Nei successivi venti giorni, la norma è oggetto di alcune rilevanti modifiche.

Il 27 dicembre 2013 viene approvata la Legge di Stabilità (Legge n. 147/2013)  che introduce un’eccezione alla facoltà di recesso, escludendo dall’ambito di applicazione dell’articolo 2 bis i contratti di locazione relativi agli immobili dei fondi comuni di investimento immobiliare costituiti ex articolo 4 DL n. 351/2001 e dei terzi aventi causa dai fondi medesimi, per il limite di durata del finanziamento degli stessi fondi.

Il 30 dicembre 2013, lo scenario cambia ancora.

Viene emanato il DL  n. 151/2013 che:

–       modifica l’articolo 2 bis del DL n. 120/2013 stabilendo che:

  • il recesso va  esercitato entro il 30 giugno 2014
  • il termine di preavviso per il recesso è di 180 giorni

–       modifica l’articolo 1, comma 389 della Legge di Stabilità eliminando le eccezioni all’applicazione del diritto di recesso.

Quindi al 30 dicembre 2013, il diritto di recesso delle pubbliche amministrazioni relativamente ai contratti di locazione passivi doveva essere esercitato entro il 30 giugno 2014, con un preavviso di 180 giorni, senza alcuna eccezione con riguardo agli immobili di proprietà dei fondi costituiti ai sensi del DL n. 351/2001.

A marzo 2014 un nuovo cambiamento. Il DL n. 151/2013 non viene convertito in legge entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione e perde, quindi, efficacia.

Oggi, dunque, le pubbliche amministrazioni (per precisione “le amministrazioni dello Stato, le regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia”) hanno facoltà di recedere dai contratti di locazione in corso:

–       entro il 31 dicembre 2014;

–       con un preavviso di 30 giorni.

La norma non si applica ai contratti di locazione di immobili di proprietà di fondi costituiti ai sensi dell’articolo 4 del DL n. 351/2001 nonché degli immobili di proprietà dei terzi aventi causa da detti fondi, per il limite di durata del finanziamento degli stessi fondi.