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Dismissioni con iter alleggerito

Pubblichiamo di seguito l’articolo a firma di Carmen Chierchia, apparso su Il Sole 24 Ore il 10 febbraio u.s., sulla nuova procedura da seguire per la dismissione di immobili pubblici a seguito della conversione del D.L. Imu – Bankitalia.

Dismissioni con iter alleggerito

Anche gli enti locali potranno usare la trattativa privata – Possibile sanare gli abusi edilizi

Con una sanatoria delle opere abusive e la possibilità per Comuni e Provincie di attivare la trattativa privata arrivano nuovi incentivi per le dismissioni di immobili pubblici, compresi quelli degli enti locali. Le novità sono contenute nell’articolo 3 del D.L. n. 133/2013 (il decreto IMU – Bankitalia) convertito nella legge 5/2014.

Le novità si innestano sulle disposizioni dell’articolo 11 quinquies del D.L. 203 del 30.9.2005 che descrive la procedura per la dismissione dei beni immobili pubblici: in pratica, il Ministero dell’Economia autorizza con proprio decreto l’Agenzia del Demanio a vendere con trattativa privata i beni immobili appartenenti al patrimonio pubblico.

Ora, l’articolo 3 del D.L. 133/2013 introduce tre nuove previsioni nell’articolato contesto normativo sulla dismissione dei beni pubblici:

  • si consente di sanare eventuali irregolarità edilizie presenti nell’immobile alienato;
  • si chiarisce quale sia la destinazione d’uso dei beni che possono essere oggetto di alienazione;
  • si conferisce agli enti territoriali la possibilità di accedere alla procedura finora  applicata alla vendita dei beni demaniali per l’alienazione dei propri beni immobili.

Viene esteso alle cessioni contemplate dall’articolo 11 quinquies del D.L. 203/2005 (cioè le vendite a trattativa privata da parte dell’Agenzia del Demanio) il ricorso all’istituto del condono per sanare le eventuali irregolarità edilizie commesse nelle strutture dei beni. In particolare, attraverso il rinvio alla L. n. 47 del 28.2.1985 (e precisamente all’articolo 40, comma 6) si concede al privato acquirente di un immobile di presentare la domanda di sanatoria entro un anno dalla data dell’atto di trasferimento.

Ovviamente si deve trattare di irregolarità edilizie non altrimenti sanate (ad esempio, interventi realizzati fuori dai limiti temporali previsti dalle passate leggi sui condoni edilizi del 1985, 1994 e 2003) e che non rientrino tra le opere non suscettibili di sanatoria (si pensi ad esempio ad opere edilizie senza titolo eseguite su aree sottoposte a vincoli assoluti di inedificabilità).

La destinazione d’uso. La seconda novità apportata dal Decreto IMU – Bankitalia riguarda la destinazione d’uso degli immobili da dismettere: nella previgente versione della norma, si consentiva all’Agenzia del Demanio di vendere beni immobili ad “uso non abitativo”. Questa formulazione ha fatto sorgere non poche questioni interpretative  soprattutto con riguardo a quei beni con destinazione mista, prevalentemente non abitativa ma con locali destinati ad alloggio  (si pensi ad un edificio con destinazione in parte residenziale ed in parte ad uffici).

La modifica ora elimina questi problemi interpretativi, riformulando il precetto normativo con l’inserimento dell’avverbio “prevalentemente”: di fatto, oggi, potranno essere oggetto di trattativa privata con l’Agenzia del Demanio gli immobili ad uso non prevalentemente abitativo appartenenti al patrimonio pubblico. La “prevalenza” dell’uso non abitativo, per una più chiara ed agevole applicazione del precetto, dovrà intendersi in rapporto alla superficie dell’intero immobile.

Enti territoriali. Con l’ultima previsione normativa si introduce una nuova procedura per la dismissione di beni immobili di proprietà degli enti territoriali. Comuni, Province, Città metropolitane e ogni altro ente territoriale (ma anche le Regioni) potranno decidere di dismettere propri beni e affidare la vendita all’Agenzia del Demanio che. previa autorizzazione ministeriale, procederà con trattativa privata. Secondo la procedura delineata dal legislatore:

  • gli enti dovranno individuare i beni che intendono dismettere con propria delibera;
  • la delibera, oltre ad individuare i beni, conferirà mandato al Ministero dell’Economia di procedere secondo l’articolo 11 quinquies, primo comma, del DL 203/2005;
  • il Ministero potrà inserire i beni individuati dagli enti territoriali nel proprio decreto dirigenziale di autorizzazione dell’Agenzia del Demanio a vendere.