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SISTRI: nuova circolare del Ministero dell’Ambiente

Il D.L. 101/2013 che ha modificato all’articolo 11 l’articolo 188 ter del codice dell’Ambiente (clicca qui per il commento al riguardo) è stato convertito in legge con la L. 125 del 30.10.2013.

Con una circolare pubblicata sul sito www.sistri.it il 31 ottobre scorso, il Ministero dell’ambiente ha chiarito l’ambito di applicazione delle previsioni dell’articolo 11 citato. La circolare sostuisce la nota interpretativa diramata il 1 ottobre scorso dal Ministero sul testo del decreto prima della conversione in legge (clicca qui per il nostro commento sulla nota).

Rispetto al testo del DL 101, la legge di conversione ha chiarito che:

  • l’obbligo di adesione al SISTRI riguarda i soli rifiuti pericolosi speciali, tranne che per i gestori obbligati anche per i rifiuti pericolosi urbani;
  •  anche i vettori esteri sono inclusi nel novero dei trasportatori obbligati;
  • tra i soggetti obbligati sono inclusi i terminalisti e gli altri operatori della fase intermedia del trasporto intermodale.

La circolare ministeriale ha chiarito che sono obbligati ad aderire al SISTRI:

  1. enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi, intendendosi per essi i soggetti che come conseguenza della loro primaria attività professionale, producono rifiuti speciali pericolosi. Non rientrano nella previsione normativa i produttori iniziali di rifiuti urbani anche se pericolosi. Inoltre, il Ministero ritiene che dall’obbligo vadano esclusi anche i produttori iniziali che non sono organizzati in enti o imprese. Per gli enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali che effettuino solo operazioni di stoccaggio l’avvio dell’operatività resta fissato al 3.3.2014;
  2. enti o imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale, ossia i vettori esteri che effettuano trasporti di rifiuti all’interno del territorio nazionale o trasporti transfrontalieri in partenza dal territorio;
  3. enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi. In tal caso, a differenza dei punti precedenti, la norma si riferisce a tutti i rifiuti pericolosi, sia speciali che urbani. Secondo la circolare ministeriale, in caso di trasporto navale, armatori e noleggiatori obbligati al SISTRI che intendano avvalersi di raccomandatari marittimi li dovranno delegare per i relativi adempimenti;
  4. nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi. La legge di conversione ha chiarito che sono sottoposti al SISTRI sia i nuovi produttori che producono rifiuti trattando rifiuti pericolosi sia i nuovi produttori di rifiuti pericolosi trattando rifiurti non pericolosi.