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L’AGCM interviene sulle associazioni notarili

di Alessandro Boso Caretta e Carlo Edoardo Cazzato

Pubblichiamo di seguito l’articolo a firma di Alessandro Boso Caretta e Carlo Edoardo Cazzato apparso su Diritto24 de Il Sole 24 Ore il 6 settembre 2013 in cui gli autori analizzano un recente provvedimento dell’AGCM nei confronti dell’Unione Mutualistica tra i Notai del Veneto.

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Servizi notarili: continuano gli interventi delle Autorità antitrust europee

Le Autorità antitrust europee continuano a premere per una completa apertura alla concorrenza dei servizi notarili.

L’Autorità italiana (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – AGCM) e quella spagnola (Comisión Nacional de la Competencia – CNC) appaiono tra le più attive in questo settore.

La Comisión Nacional, in data 19 luglio 2013, a chiusura del procedimento S/0424/12, ha sanzionato i tre (soli) notai attivi nella citta di Ceuta, giudicandoli responsabili di aver realizzato un’intesa anticompetitiva per aver offerto i propri servizi in forma associativa e non individualmente, eliminando in tale modo la concorrenza tra di loro sui prezzi.

Ed è di alcuni giorni fa la notizia che l’AGCM, con provvedimento n. 24501 pubblicato il 2 settembre 2013, ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti dell’Unione Mutualistica tra i Notai del Veneto, sospettando che essa possa configurare un’intesa restrittiva della concorrenza, in violazione della legge antitrust nazionale (l. 287/90).

 

Secondo quanto risulta dal provvedimento, l’Unione Mutualistica in questione è un’associazione costituita ex art. 82 della Legge Notarile da alcuni notai del distretto notarile di Treviso ed aperta a tutti i notai del distretto della Corte d’Appello di Venezia, avente “lo scopo di mettere in comune una parte dei proventi delle funzioni dei notai associati per poi ripartirla tra i medesimi per quote uguali“.

L’ Unione Mutualistica ha spontaneamente comunicato la costituzione dell’associazione all’AGCM, cercandola di convincerla che si trattasse di un’iniziativa perfettamente legittima, perché conforme alla legge notarile (l’art. 82, espressamente consente la nascita di associazioni tra notai, purché appartenenti allo stesso distretto della Corte di Appello) e giustificata dalla necessità di garantire ai notai in situazioni di disagio economico un contributo alla copertura delle spese fisse connesse con l’adempimento dei propri obblighi, integrativo rispetto a quello – ritenuto insufficiente – fornito della Cassa Nazionale del Notariato.

Questa tesi non ha però persuaso l’AGCM, almeno per il momento. Nel dare avvio all’istruttoria, l’Autorità ha infatti espresso la preoccupazione che la costituzione dell’Unione Mutualistica rappresentasse, in realtà, un espediente per ostacolare lo sviluppo di una concorrenza effettiva nel mercato dei servizi notarili.

L’AGCM ha ricordato anzitutto che, in base ai principi affermati dalla giurisprudenza europea e nazionale (v., rispettivamente, casi Hofner and Elser v. Macrotorn GmbHm e Wouters v. Algemene Raad vande Nederlandse Orde van Advocaten, TAR Lazio n. 1757/2011 e Cass. n. 3715/2013), le norme sulla concorrenza si applicano anche ai notai, trattandosi di soggetti che svolgono un’attività economica ai sensi del diritto antitrust. Pertanto, l’atto costitutivo dell’Unione Mutualistica configura a tutti gli effetti un’intesa tra notai, che deve essere valutata alla stregua delle regole proprie del diritto della concorrenza.

Ad avviso dell’AGCM, questa intesa appare idonea a produrre restrizioni della concorrenza nel mercato dei servizi notarili perché si sostanzia in un accordo di ripartizione dei ricavi (c.d. revenue-sharing) che ridurrebbe “lo stimolo dei notai a ricercare nuovi clienti attraverso attive condotte concorrenziali quali il miglioramento del servizio o la riduzione dei prezzi“. Ciò varrebbe in particolare per i notai di nuova nomina, i quali, dovendosi affermare nel mercato, potrebbero essere maggiormente propensi a richiedere compensi più contenuti rispetto a quelli dei notai già presenti nel distretto ovvero ad utilizzare strumenti pubblicitari o a introdurre innovazioni nella prestazione del servizio; incentivi che – osserva l’Autorità – essi invece perderebbero nel caso in cui aderissero al sistema di revenuesharing previsto dall’Unione Mutualistica.

In definitiva, secondo l’AGCM la costituzione dell’Unione Mutualistica mirerebbe a contenere gli effetti pro-concorrenziali derivanti dagli interventi di liberalizzazione che hanno di recente interessato l’attività notarile, tra cui l’abrogazione della tariffa professionale e dei limiti all’attività pubblicitaria, nonché l’incremento del numero dei notai e l’ampliamento del loro ambito di operatività.

È bene chiarire che le considerazioni dell’AGCM rappresentano per il momento solo delle ipotesi, la cui fondatezza dovrà essere verificata propria attraverso l’istruttoria, il cui termine di conclusione è fissato per il 30 giugno 2014.

L’apertura dell’istruttoria dimostra comunque come lo sviluppo di una piena concorrenza nell’ambito delle professioni, anche di quelle tradizionalmente ritenute più “chiuse” come quella del notaio, rappresenti una delle priorità dell’Autorità antitrust italiana, che nel corso del 2013 ha già adottato una serie di provvedimenti sanzionatori nei confronti del Consiglio Notarile di Lucca (delibera n. 24275 del 13 marzo 2013) e dei Consigli Notarili di Milano, Bari, Verona (rispettivamente delibere nn. 24377, 24378 e 24379 del 30 maggio 2013), accusati di aver posto in essere intese restrittive della concorrenza finalizzate a reintrodurre le tariffe abrogate dalla legge quale parametro di riferimento per la determinazione dei compensi ed a vanificare in tal modo l’intervento liberalizzatore voluto dal legislatore con il decreto legge “Cresci Italia”.