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Pagamenti della P.A.: regole e condizioni per lo sblocco dei pagamenti

La materia dei pagamenti della P.A. ha recentemente trovato ulteriore disciplina nel D.L. n. 35/2013, convertito con legge n. 64 del 6 giugno 2013, che costituisce l’ultima novità legislativa in una materia già profondamente innovata nel corso del 2012.

Sull’argomento, infatti, erano già intervenuti il D.M. del 22 maggio 2012 e il D.M. del 25 giugno 2012 che hanno introdotto la possibilità, per i titolari di crediti nei confronti delle pubbliche amministrazioni non prescritti, certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012 di presentare all’ente debitore istanza di certificazione del credito avvalendosi della piattaforma elettronica per la certificazione del credito (la cd. “P.C.C.”): la certificazione così ottenuta consente di compensare il credito (nel caso in cui il privato sia esposto nei confronti dello stesso ente debitore), cederlo ad una banca o ad un intermediario finanziario ovvero essere oggetto di anticipazione.

Come anticipato, in tale contesto si è recentemente inserito il D.L. n. 35/2013 che – nella versione convertita con modificazioni dalla L. n. 64/2013 – ha disposto lo sblocco dei pagamenti di debiti commerciali delle P.A. verso imprese, cooperative e professionisti per un importo di € 40 miliardi, che verranno erogati nell’arco dei successivi 12 mesi.

Più nel dettaglio, il decreto ha introdotto una serie di misure volte a consentire alle pubbliche amministrazioni di provvedere ai pagamenti o tramite l’esclusione di determinati pagamenti dai limiti del patto di stabilità o attraverso misure economiche e di facilitazione al credito che consentano ai predetti enti di avere la liquidità necessaria al pagamento dei debiti (es. l’istituzione, nel bilancio dello Stato, di un unico Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili, con una dotazione di 10 miliardi di Euro per il 2013 e di 16 miliardi per il 2014; l’ampliamento del limite massimo al ricorso delle anticipazioni di tesoreria da parte degli enti locali sino alla data del 30 settembre 2013; l’incremento delle erogazioni per i rimborsi di imposta per 2,5 miliardi nel 2013 e 4 miliardi nel 2014; il rifinanziamento di 500 milioni di un apposito fondo per il pagamento dei debiti delle amministrazioni centrali).

Ad esempio, per quanto attiene agli enti locali, il D.L. prevede che: “sono esclusi dai vincoli del patto di stabilità interno per un importo complessivo di 5.000 milioni di euro i pagamenti sostenuti nel corso del 2013 dagli enti locali: a) dei debiti in conto capitale certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2012; b) dei debiti in conto capitale per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il 31 dicembre 2012, ivi inclusi i pagamenti delle province in favore dei comuni; c) dei debiti in conto capitale riconosciuti alla data del 31 dicembre 2012 ovvero che presentavano i requisiti per il riconoscimento entro la medesima data, ai sensi dell’articolo 194 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Sono altresi’ esclusi dai vincoli del patto di stabilita’ interno i pagamenti di obbligazioni giuridiche di parte capitale verso terzi assunte alla data del 31 dicembre 2012, sostenuti nel corso del 2013 dagli enti locali e finanziati con i contributi straordinari in conto capitale di cui all’articolo 1, commi 704 e 707, della legge 27 dicembre 2006, n. 296“. Inoltre – sempre al fine di favorire i pagamenti – il D.L. prevede che “i comuni e le province comunicano mediante il sistema web della Ragioneria generale dello Stato, entro il termine del 30 aprile 2013, gli spazi finanziari di cui necessitano per sostenere i pagamenti di cui al comma 1. Ai fini del riparto, si considerano solo le comunicazioni pervenute entro il predetto termine”.

Per quanto attiene alla certificazione, le novità più rilevanti possono così essere riassunte:

1) l’introduzione dell’obbligo per gli Enti che hanno ricevuto i soldi per effettuare i pagamenti di procedere alla liquidazione entro 30 giorni: l’art. 1, co. 14, del D.L., infatti, dispone che “all’atto di ciascuna erogazione, e in ogni caso entro i successivi trenta giorni, gli enti locali interessati provvedono all’immediata estinzione dei debiti”;

2) l’introduzione di maggiori oneri e responsabilità per l’Ente. Il D.L. n. 35/2013, infatti, ha obbligato gli enti a comunicare (anche tramite posta certificata e comunque entro il 30 giugno 2013) gli operatori privati la data entro cui verrà liquidato il credito e, entro il 5 luglio 2013, a pubblicare sul proprio sito istituzionale l’elenco completo dei debiti, pena la responsabilità dirigenziale e disciplinare del dirigente in caso di inadempimento;

3) l’estensione del sistema della certificazione anche ai servizi dei professionisti. L’art. 6, co. 1, del D.L., infatti – a parziale modifica di quanto previsto dall’art. 9 del D.L. n. 185/2008 -, ha stabilito che anche i professionisti possono avvalersi della procedura di certificazione del credito e che anche i debiti a tal titolo detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni devono essere computati nella ricognizione prevista dall’art. 7 del D.L. n. 35/2013;

4) l’obbligo di utilizzo la piattaforma per la certificazione sui cui viene gestito tutto il procedimento di certificazione, con la conseguenza che non è più possibile presentare domande di certificazione in forma cartacea;

5) l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di trasmettere l’elenco dei debiti. Entro il 15 settembre 2013, le Pubbliche Amministrazioni devono comunicare (tramite la piattaforma telematica sulle certificazioni) l’elenco l’elenco completo dei debiti certi, liquidi ed esigibili, maturati alla data del 31 dicembre 2012, che non risultano estinti alla data della comunicazione stessa, con l’indicazione dei dati identificativi del creditore. Tale comunicazione – per i crediti che non siano già stati oggetto di certificazione – equivale a certificazione.

Si inserisce nell’ambito di tali misure anche l’emendamento al D.D.L. Lavoro n. 890 di conversione in legge del D.L. n. 76/2013 approvato dal Senato lo scorso 31 luglio al fine di “sbloccare” circa 20-25 miliardi di debiti della Pubblica Amministrazione attraverso la creazione di un fondo presso Cassa Depositi e Prestiti a garanzia, da parte dello Stato, dei debiti relativi alla spesa corrette che siano oggetto di certificazione attraverso il sistema introdotto dal D.L. n. 35/2013. Si tratta ora di attendere la decisione della Camera chiamata a pronunciarsi sull’emendamento il prossimo 9 agosto.