«

»

Reato di lottizzazione abusiva: quando si prescrive?

di Antonio Carino e Raffaele Perfetto

Per chi si trova a fronteggiare la contestazione di lottizzazione abusiva molto spesso un tema di grande interesse è collegato all’individuazione del momento di prescrizione del reato.

L’art. 44, lett. c), del D.P.R. n. 380/2001 sanziona con l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 30.986 a 103.290 euro la lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio.

Trattandosi di una ipotesi contravvenzionale sanzionata con l’arresto fino a due anni, il termine di prescrizione del reato è pari a 4 anni, in assenza di atti interruttivi, e comincia a decorrere dal momento della consumazione del reato.

Ma quando può dirsi consumato il reato di lottizzazione abusiva?

Secondo la giurisprudenza, il reato di lottizzazione abusiva, avente natura di reato permanente, cessa:

– con il completamento dell’attività edificatoria (Cass. n. 20671 del 20/03/2012); oppure

– con il completamento delle opere di urbanizzazione (Cass. n. 35968 del 14/07/2010).

Può accadere, nella prassi, che le opere di urbanizzazione siano realizzate successivamente alla conclusione dell’attività edificatoria del bene principale, nonostante i servizi urbanizzativi dovrebbero essere completati almeno contestualmente alla fine dei lavori delle opere private. In tale frangente si pone il problema di quale dei due principi applicare.

Di recente alcune Procure della Repubblica hanno avviato procedimenti penali anche relativi a fatti molto risalenti nel tempo, proprio partendo dal presupposto che sarebbe possibile individuare un momento di perfezionamento del reato c.d. ”alternativo”, potendo quindi assumere quale riferimento temporale l’ultimazione delle opere private oppure quelle di urbanizzazione a seconda di quale dei due momenti sia più favorevole per l’avvio dell’azione penale.

In questo modo il rischio della contestazione del reato resta aperto indefinitamente atteso che  è sempre possibile che vengano realizzate opere di urbanizzazione funzionali al miglior godimento degli edifici privati anche a distanza di molti anni dalla loro ultimazione.

Sul punto ha preso di recente posizione il Tribunale di Agrigento con una sentenza depositata il 28 novembre 2012 (inedita), nella quale si è ritenuto la prescrizione del reato oggetto del giudizio, facendo riferimento al momento di ultimazione delle opere private anziché a quelle di urbanizzazione (potenziamento della rete fognaria e completamento della rete viaria) che risultavano realizzate successivamente.

In sostanza, secondo il Tribunale l’alternatività del momento in cui comincia a decorrere la prescrizione non può intendersi applicabile nell’ipotesi in cui l’ultimazione delle infrastrutture di servizio avvenga dopo il decorso il termine di prescrizione che necessariamente decorre dal completamento dei manufatti serviti dalle urbanizzazioni realizzate a posteriori.

***

Massime sull’argomento

Cass. n. 20671 del 20/03/2012: “In tema di lottizzazione abusiva, la permanenza del reato per il venditore lottizzatore cessa solo con il completamento dell’attività edificatoria eseguita dagli acquirenti sui singoli lotti o con il verificarsi di interventi esterni incidenti sul reato, come il sequestro preventivo o l’intervento dell’ente territoriale competente, mentre, per ciascuno dei singoli acquirenti che non hanno dato causa alla lottizzazione ex art. 41 cod. pen. cessa con la conclusione della attività da ognuno di essi posta in essere sul proprio lotto. (Annulla con rinvio, Trib. lib. Agrigento, 01/08/2011)”

Cass. n. 35968 del 14/07/2010: “Il momento consumativo del reato di lottizzazione abusiva “mista” si individua, per tutti coloro che concorrono o cooperano nel reato, nel compimento dell’ultimo atto integrante la condotta illecita, che può consistere nella stipulazione di atti di trasferimento, nell’esecuzione di opere di urbanizzazione o nell’ultimazione dei manufatti che compongono l’insediamento. (Annulla senza rinvio, Trib. lib. Sassari, 18/06/2009)”

Tribunale di Agrigento: “Sia il potenziamento della rete fognaria, sia il completamento della rete viaria sembrano collocarsi in un momento di gran lunga posteriore al maturarsi del termine di prescrizione del reato.